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Pixel-Vestiti che non esistono (o forse sì?)

  • 11 nov 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Videogiochi, realtà virtuale e moda: il collegamento sembra fin troppo particolare, eppure l'interesse per il digitale potrebbe aprire le porte ad una nuova rivoluzione. Come dimostrato dalle popolari collaborazioni fra brand di lusso e sviluppatori di videogames, il mondo online sembra essere un veicolo perfetto: a cavallo fra stunt pubblicitari e una pretesa sostenibilità.


Una recente collaborazione fra EA e Moschino


QUANDO LA PERSONA DIVENTA AVATAR...


Un tuffo nel passato: come dimenticare i pomeriggi passati a personalizzare i propri personaggi nel videogioco del momento? Forse ricorderete The Sims, o magari Habbo, ma non è sbagliato pensare ai più moderni "Bitmoji" di Snapchat e Meta (Facebook). Insomma, il concetto di avatar (e quindi, di un alter-ego digitale) è ben permeato nella cultura odierna e strizza l'occhio alle infinite possibilità offerte dalla moda. Proprio perché espressione della nostra individualità (o meglio, di come vorremmo apparire), la connessione fra fashion world e personalità virtuale è molto più che occasionale.


Fonte: Simon Lee

In fondo si sa, viviamo la società dell'apparire e i social media sono da tempo il nuovo modo di presentarci al mondo. Come appariamo sui nostri profili personali, può avere conseguenze sul lavoro, sulle relazioni e sulla nostra salute. È molto difficile distogliere l'attenzione dal giudizio altrui e sicuramente questo diventa più complicato quando ne siamo continuamente esposti.


Le prospettive offerte dal mondo digitale si infiltrano bene con questa nuovo spettro delle nostre personalità, permettendo alle aziende di sperimentare approcci diversi al loro pubblico.


...E IL BRAND ARRIVA NEI VIDEOGIOCHI


Non a caso, vengono citati i videogiochi. Facendo un passo indietro, torniamo al 2012. Il colosso EA - Electronic Arts - annuncia un'importante collaborazione con il marchio Diesel. Si tratta di un eccentrico DLC per il rinomato gioco di simulazione "The Sims 3". L'esempio è calzante: con l'acquisto del titolo, il giocatore aveva accesso ad una serie di accessori esclusivi per il proprio personaggio. Questa strana trovata pubblicitaria riesce a far guadagnare EA così come Diesel, che promuove il suo brand ad un pubblico - fino ad allora - molto fuori dal target.


Fonte: Ella Don

Più recentemente, anche League Of Legends, un famoso videogioco online, è stato coinvolto in una collaborazione con la moda. Questa volta si tratta di Louis Vuitton, che per l'occasione ha realizzato una collezione ad hoc. "LVxLoL", questo il nome della collezione, non ha solo vestito i personaggi giocabili, ma anche i suoi affezionati in carne e ossa. Sicuramente un'accoppiata interessante, che ha riscosso alla maison un'entusiasmante gruppo di nuovi fan.


CI VESTIREMO DI PIXEL?


Eppure, non si tratta soltanto di una curiosa strategia di marketing: quello che si cela dietro la moda digitale è un mondo davvero vastissimo, che potrebbe diventare nuova quotidianità.

Sfilate digitali e vestiti in realtà aumentata spopolano sempre di più sui social, annuendo alla richiesta dei consumatori di rendere la moda più sostenibile. Queste produzioni digitali potrebbero far fronte alla necessità d'espressione che segue il mondo del fashion, promuovendo la possibilità di un mercato comunque fluido e mutevole, ma meno impattante sull'ambiente. Insomma, i trend continueranno a susseguirsi sempre più veloci, ma il mondo digitale sembra avere la soluzione.


Un esempio? Su Tik Tok, sono virali i video dell'azienda DRESSX, la cui app per smartphone permette di indossare capi impossibili da replicare nella realtà, in una magia digitale davvero all'avanguardia.


Che siano di pixel o di denim, i vestiti sono da sempre espressione e necessità, e seppur fantascientifico, il futuro della moda digitale sembra essere già scritto.


Copertina: Dynamic Wang

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